Perché investire a Genova: una brochure del Comune evidenzia vantaggi e risparmi (source: LIGURIA BIZ JOURNAL)

Aprire una sede a Milano invece che a Genova costa, solo in termini di affitto della sede, il 474% in più. Aprire una sede con 200 dipendenti a Genova, consentirebbe di risparmiare 3,1 milioni in 5 anni rispetto alla capitale economica italiana, ben 21,9 milioni in caso si scegliesse Genova rispetto agli Usa.

Sono solo alcuni dati concreti elencati nella brochure “Perché investire a Genova – vantaggi e agevolazioni”, realizzata dall’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova Giancarlo Vinacci, che accelera sulle potenzialità cittadine per attrarre nuove imprese offrendo a chi assume almeno 5 dipendenti o chi apre un’azienda con almeno 5 persone, un rimborso delle imposte comunali per i primi 5 anni con un tetto massimo di 200 mila euro ad azienda.

«Abbiamo pensato a un fondo revolving – spiega Vinacci – per un massimo di 5 milioni, che significherebbe un incremento di dipendenti in ordine delle migliaia».

L’agevolazione riguarda qualsiasi attività: commerciale, artigianale, industriale.

Nella brochure vengono elencati i cinque settori chiave (porto & logistica, mobilità & trasporti, alta tecnologia, turismo & cultura, blue economy) e uno su cui puntare (silver economy), ma anche cinque fattori di attrazione: il mercato immobiliare, le alte professionalità, un basso costo del lavoro, un basso turnover della forza lavoro, riduzione delle tasse.

La qualità della vita

Nella brochure vengono anche elencati i vantaggi della location in termini di clima, paesaggio, siti artistici e storici, cibo e vino, sport.

Un volumetto in cui, per la prima volta, si mettono a confronto città italiane e internazionali, facendo dei raffronti cifre alla mano, evidenziando il risparmio che si avrebbe nell’aprire la sede di un’azienda a Genova.

Istituita anche una City business unit, un’unità ad hoc per favorire l’insediamento delle imprese sul territorio, come aveva anticipato proprio l’assessore Vinacci nell’intervista a Bj Liguria. Il nome del “business manager” è ancora top secret, ma si tratta, anticipa Vinacci, di una risorsa interna all’assessorato, appositamente formata.

La parte più “pratica” della brochure evidenzia quanto si può risparmiare in un anno, per esempio in termini di costo del lavoro, in un Paese del G7, a Milano o a Genova